Pontinia, sequestrato impianto a biomasse di quasi 16mila metri quadrati: tre persone denunciate

3 MIn Lettura

La Guardia di Finanza ha sequestrato anche 16 silos, circa 1.000 metri cubi di materiale organico e altri rifiuti. Contestate presunte irregolarità nella gestione dei rifiuti, negli scarichi industriali e la realizzazione di una discarica abusiva.

Un impianto per la produzione di energia elettrica da biomasse, esteso su una superficie di quasi 16mila metri quadrati, è stato sequestrato dalla Guardia di Finanza a Pontinia. Il provvedimento è scattato al termine di un’attività di controllo condotta dai militari del Comando provinciale di Latina, con il supporto tecnico dell’ARPA Lazio, nell’ambito delle verifiche sugli illeciti ambientali.

Gli accertamenti hanno riguardato una società di capitali con sede a Pontinia e avrebbero fatto emergere presunte violazioni della normativa ambientale da parte del rappresentante e dei soci. In particolare, secondo quanto ricostruito dai finanzieri, sarebbero stati riscontrati episodi di abbandono e deposito incontrollato di rifiuti, gestione e scarico non autorizzato di acque reflue industriali, oltre alla creazione di una discarica abusiva.

L’intervento ha portato al sequestro dell’intero opificio industriale, che si estende su una superficie di 15.839 metri quadrati, all’interno del quale si trova l’impianto di produzione di energia da biomasse.

Sottoposti a sequestro anche circa 1.000 metri cubi di materiale organico e materiale inerte, oltre a 100 metri cubi di rifiuti indifferenziati accumulati illegalmente. Tra i materiali individuati figurano plastiche, vetroresina e materiale ferroso. Sequestrati inoltre 16 silos in vetroresina, ormai in disuso e abbandonati.

Al termine delle attività di polizia giudiziaria, tre persone sono state denunciate alla Procura della Repubblica di Latina. Nei loro confronti vengono contestati reati previsti dal decreto legislativo 152 del 2006, il Testo unico ambientale. La società è stata inoltre segnalata per l’eventuale responsabilità amministrativa degli enti derivante da reato, prevista dal decreto legislativo 231 del 2001.

L’operazione rientra nelle attività della Guardia di Finanza per il contrasto agli illeciti ambientali e la tutela del territorio.

Come precisato dalla stessa Guardia di Finanza, il procedimento si trova nella fase delle indagini preliminari. Le persone coinvolte sono pertanto da considerarsi presunte innocenti fino a eventuale sentenza definitiva. I provvedimenti cautelari adottati non costituiscono un accertamento definitivo delle responsabilità.

Nessun commento