Medicina a Cassino, il progetto guarda al futuro: «Un’opportunità storica per l’Università e il Santa Scolastica»

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Il Comune è pronto a fare la propria parte per sostenere l’istituzione del corso di laurea in Medicina e Chirurgia. Sul tavolo il coinvolgimento di Tor Vergata, Regione Lazio e ASL, il rilancio dell’ospedale e una nuova prospettiva di sviluppo per tutto il Lazio meridionale.

Ci sono progetti che vanno oltre l’apertura di un nuovo corso di laurea. Perché possono cambiare il volto di una città, rafforzare i servizi, creare opportunità per i giovani e ridisegnare le prospettive di un intero territorio. Medicina a Cassino potrebbe essere uno di questi.

L’ipotesi di istituire un corso di laurea in Medicina e Chirurgia presso l’Università degli Studi di Cassino e del Lazio Meridionale entra in una fase che potrebbe rivelarsi decisiva. Le dichiarazioni del rettore Marco Dell’Isola e il mandato ricevuto dal Senato Accademico e dal Consiglio di Amministrazione confermano che l’Ateneo sta lavorando a una prospettiva concreta, la cui fattibilità dovrà naturalmente essere verificata.

Adesso, però, serve qualcosa in più. Serve una visione condivisa e, soprattutto, la capacità delle istituzioni di muoversi nella stessa direzione. È questa la posizione dell’amministrazione comunale di Cassino, che manifesta la propria disponibilità a sostenere il percorso e a mettere in campo iniziative concrete.

Non soltanto università: una nuova prospettiva per Cassino

L’arrivo di Medicina non rappresenterebbe semplicemente un ampliamento dell’offerta formativa dell’Unicas. Significherebbe portare in città nuovi studenti, docenti, ricercatori e professionisti, generando un sistema di relazioni e opportunità destinato a coinvolgere anche il tessuto economico.

Alloggi, attività commerciali, ristorazione, servizi e mobilità potrebbero beneficiare della presenza di una comunità universitaria più ampia e qualificata. Ma il valore dell’iniziativa sarebbe ancora maggiore se inserito in una strategia di sviluppo capace di guardare oltre le difficoltà del momento.

Cassino attraversa una fase economica particolarmente delicata, segnata dalla crisi di Stellantis e dalle ripercussioni sull’indotto. La vocazione industriale resta un patrimonio da difendere, ma non può essere l’unico orizzonte sul quale costruire il futuro. Università, ricerca, innovazione e formazione possono diventare nuove direttrici di crescita.

In questa prospettiva si inserisce anche la scelta del Comune di ridurre del 40% l’IMU sulle seconde case concesse in locazione agli studenti universitari: una misura pensata per favorire il mercato degli alloggi e rendere Cassino sempre più attrattiva per chi sceglie di studiare in città.

Il Santa Scolastica, la partita più importante

Ma c’è un aspetto che rende questa prospettiva particolarmente significativa: il rapporto con l’ospedale Santa Scolastica.

Il presidio sanitario di Cassino rappresenta un riferimento per un comprensorio vasto, che va ben oltre i confini comunali. Le difficoltà sono note: carenze di personale, criticità organizzative, problemi nei reparti e nel Pronto Soccorso. Questioni che incidono direttamente sulla qualità dell’assistenza e sul diritto alla salute di migliaia di cittadini.

L’istituzione di Medicina potrebbe aprire una strada nuova, creando le condizioni per una collaborazione stabile tra Università e ospedale. Formazione clinica, tirocini, ricerca e possibilità di attrarre nuove professionalità potrebbero contribuire a rafforzare il ruolo del Santa Scolastica all’interno del sistema sanitario territoriale.

Naturalmente, un corso di laurea non sarebbe una soluzione automatica alle carenze della sanità. Non basterebbe una facoltà per risolvere problemi strutturali che richiedono investimenti, personale e scelte organizzative. Ma sarebbe un’occasione importante per costruire un rapporto più stretto tra formazione universitaria e assistenza sanitaria, mettendo a disposizione del territorio nuove competenze e prospettive.

Su questo fronte il sindaco Enzo Salera ha già portato avanti un’attività istituzionale per richiamare l’attenzione sulle condizioni dell’ospedale, anche attraverso il Consiglio comunale straordinario dell’ottobre 2025, al quale avevano partecipato i vertici della ASL e della Regione.

Ora la possibilità di avere Medicina a Cassino potrebbe aggiungere un tassello a una strategia più ampia: non limitarsi a chiedere interventi per affrontare le emergenze, ma lavorare per rafforzare nel tempo il sistema sanitario del Lazio meridionale.

Dalle parole ai fatti: le iniziative del Comune

L’amministrazione vuole adesso passare alla fase operativa. La prima proposta è la convocazione di un Consiglio comunale straordinario dedicato esclusivamente al progetto Medicina, con la partecipazione del rettore Marco Dell’Isola, dei rappresentanti dell’Università di Tor Vergata, della Regione Lazio, della ASL di Frosinone e di tutte le istituzioni interessate.

L’obiettivo è arrivare a un ordine del giorno condiviso, capace di formalizzare il sostegno del Comune e definire un impegno istituzionale a favore dell’iniziativa.

Cassino si dichiara inoltre pronta a collaborare con il tavolo tecnico-istituzionale promosso dall’Università, contribuendo alla ricognizione degli spazi disponibili, delle infrastrutture, dei collegamenti e dei servizi necessari per rendere possibile il progetto. Un contributo che dovrà svilupparsi nel rispetto dell’autonomia universitaria e delle valutazioni tecniche e accademiche richieste.

C’è poi una terza iniziativa, che punta ad allargare il confronto all’intero comprensorio: la convocazione della Consulta dei Sindaci del Lazio meridionale, coinvolgendo anche i rappresentanti regionali e parlamentari.

La questione, infatti, non riguarda soltanto Cassino. Il possibile corso di laurea avrebbe una dimensione territoriale e potrebbe coinvolgere, nella futura rete formativa, il Santa Scolastica e altre strutture sanitarie del comprensorio.

Una sfida che riguarda tutto il Lazio meridionale

Il messaggio dell’amministrazione è chiaro: sostenere il lavoro avviato dal rettore e costruire intorno al progetto la più ampia collaborazione possibile.

La strada da percorrere è ancora legata alle verifiche di fattibilità, alle condizioni organizzative e alle necessarie intese istituzionali. Ma il momento è quello di mettere insieme le energie, evitando che una prospettiva di questa portata resti soltanto un’ipotesi.

Per Cassino, Medicina potrebbe significare più università, nuove opportunità per i giovani, un sistema economico più dinamico e una possibilità di rafforzamento della sanità pubblica. Per il Santa Scolastica potrebbe rappresentare l’occasione di guardare a un futuro nel quale assistenza, formazione e ricerca dialoghino in modo più stretto.

Non è ancora un risultato acquisito. È una possibilità da costruire, con serietà e responsabilità. E proprio per questo richiede il contributo di tutti.

Perché la sfida non è soltanto portare Medicina a Cassino. È fare in modo che, se il progetto diventerà realtà, a beneficiarne sia un intero territorio.

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