Anagni, cavalli e bovini allo stato brado: «Non possiamo più entrare e uscire di casa»

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Cavalli e bovini che attraversano le strade, entrano nei terreni privati, raggiungono giardini e abitazioni, danneggiano recinzioni e coltivazioni e arrivano fino alle aree destinate ai bambini. È la situazione denunciata da anni dai residenti della zona dei Monti, in particolare nelle località Belvedere Castellone e Fucigno, dove il problema degli animali lasciati liberi continua a ripresentarsi senza una soluzione definitiva.

Le segnalazioni, raccontano gli abitanti, si susseguono da anni. E gli esposti agli enti competenti risalgono indietro nel tempo: già nel 2014 alcuni residenti avevano denunciato la presenza di branchi di cavalli e altri animali vaganti lungo la provinciale Anagni-Acuto, evidenziando i rischi per automobilisti e pedoni e i danni provocati alle proprietà private.

Una situazione che negli anni non sarebbe stata risolta. Anzi, secondo quanto riferiscono oggi gli abitanti, il numero degli animali sarebbe progressivamente aumentato.

«Ogni anno aumentano – racconta un residente –. Si parla di 50, 60, anche 70 cavalli. Ormai te li trovi davanti casa».

Il problema riguarda anche una strada privata utilizzata dai residenti.

«Quella strada l’abbiamo sistemata noi, è privata ed è destinata ai residenti. Ma ormai arrivano fin davanti alle abitazioni. Con la macchina non riesci a passare: devi suonare e aspettare che si spostino».

Non si tratta, secondo le testimonianze raccolte, soltanto di un problema di viabilità. I residenti riferiscono di danni a recinzioni, orti, coltivazioni e proprietà private, oltre alla presenza di deiezioni lungo le strade e nelle aree frequentate dalla popolazione.

Particolarmente preoccupante è la presenza degli animali nelle vicinanze delle abitazioni e dei percorsi utilizzati quotidianamente dalle famiglie.

«Non puoi rientrare a casa normalmente. Devi aspettare anche un quarto d’ora perché i cavalli non si spostano. E questo significa arrivare tardi al lavoro o avere difficoltà negli spostamenti».

Con la riapertura delle scuole, spiegano inoltre gli abitanti, la situazione assume un ulteriore profilo di preoccupazione.

«È ricominciato anche il servizio del pulmino scolastico. In alcune circostanze gli animali si trovano lungo il percorso e diventa difficile anche far scendere i bambini».

Un problema denunciato da anni

Gli attuali esposti non rappresentano dunque una prima segnalazione. In un documento sottoscritto dai residenti delle contrade Monti, Vignola, Tufano, San Filippo e zone limitrofe viene descritta la presenza, già negli anni passati, di decine di animali lasciati allo stato brado, capaci di raggiungere le strade comunali e provinciali e di occupare la carreggiata. Nell’esposto si fa riferimento anche ai danni provocati alle coltivazioni e alle recinzioni private e alla distruzione di parte del parco giochi della zona, comprese staccionate e strutture destinate ai bambini.

I residenti avevano inoltre evidenziato come la presenza degli animali fosse particolarmente rischiosa nelle ore serali e notturne, considerata anche la scarsa illuminazione di alcune strade rurali.

Nel 2023 una nuova segnalazione era stata indirizzata al Comune e alla Prefettura. Gli abitanti chiedevano un intervento risolutivo e ponevano anche una questione precisa: quale autorità debba assumere il coordinamento degli interventi necessari per mettere in sicurezza il territorio.

Oggi, a distanza di anni, la domanda torna attuale.

«Ogni volta ci viene detto qualcosa di diverso – raccontano –. Il sindaco dice che stanno provvedendo, che hanno contattato la squadra, che sono state procurate le stalle e che a breve partiranno gli interventi. Poi, quando chiediamo spiegazioni agli uffici, ci viene detto che non dipende da loro. Alla fine sembra uno scaricabarile».

Sul punto esiste però un riferimento istituzionale particolarmente significativo.

Il Dipartimento per gli Affari Interni e Territoriali del Ministero dell’Interno, rispondendo proprio a un quesito riguardante bovini ed equini vaganti apparentemente privi di proprietario, ha richiamato un parere del Ministero della Salute secondo cui la presenza di questi animali coinvolge anche profili di tutela della salute pubblica. Il parere individua nel Comune funzioni di vigilanza e sottolinea il ruolo del sindaco quale autorità sanitaria locale, attribuendogli compiti di coordinamento e garanzia degli interventi. Viene inoltre indicato il ruolo del servizio veterinario dell’ASL per l’identificazione e gli accertamenti sanitari sugli animali. Lo stesso parere precisa che, qualora venga individuato il proprietario degli animali, su di lui possono ricadere gli oneri relativi alle attività di cattura, identificazione, ricovero e agli eventuali accertamenti sanitari, oltre alle sanzioni previste.  È quindi necessario, per i residenti, arrivare a una soluzione che individui con chiarezza chi deve intervenire, con quali mezzi e con quali provvedimenti, evitando che la situazione continui a ripetersi.

Non soltanto sicurezza: anche il degrado delle aree pubbliche

Tra le conseguenze più evidenti viene indicato anche il deterioramento degli spazi pubblici. Il parco giochi della zona, secondo quanto riferito dagli abitanti, sarebbe stato danneggiato dalla presenza degli animali, così come il campo di calcetto e alcune strutture utilizzate dai bambini. Un’area che per il quartiere rappresentava un punto di aggregazione e che oggi, lamentano i residenti, non sarebbe più fruibile nelle condizioni di un tempo.

Anche i fontanili vengono indicati tra i luoghi maggiormente frequentati dagli animali.

«Non possiamo andare tranquillamente nemmeno a prendere l’acqua al fontanile. E le strade sono piene di escrementi».

«Non chiediamo altro che poter vivere normalmente»

La richiesta degli abitanti è semplice: non lasciare che una situazione conosciuta da anni continui a essere affrontata soltanto attraverso interventi episodici.

«Non vogliamo fare polemiche – spiegano –. Chiediamo soltanto di poter vivere normalmente, di poter uscire e rientrare a casa senza dover aspettare che un branco di cavalli liberi la strada, di poter mandare i bambini a scuola in sicurezza e di non vedere distrutte le nostre proprietà».

La questione riguarda contemporaneamente sicurezza stradale, tutela della pubblica incolumità, patrimonio privato, aree pubbliche, salute pubblica e benessere degli stessi animali.

Ed è proprio per questo che, dopo anni di segnalazioni, gli abitanti chiedono alle istituzioni non una nuova promessa, ma un intervento concreto e coordinato.

Le richieste dei residenti

A questo punto gli abitanti chiedono che venga effettuato un sopralluogo congiunto nella zona dei Monti, con il coinvolgimento degli uffici comunali competenti, della Polizia Locale e del servizio veterinario della ASL, per verificare direttamente la situazione.

In particolare chiedono: di accertare il numero degli animali presenti e la loro identificazione; di verificare, ove possibile, l’individuazione dei proprietari e le eventuali responsabilità previste dalla normativa; di stabilire quali siano le procedure necessarie per ricondurre gli animali in un’area controllata e impedire che raggiungano le strade e le abitazioni; di mettere in sicurezza i tratti stradali maggiormente interessati dalla presenza dei branchi, soprattutto negli orari di maggiore transito; di verificare i danni segnalati a recinzioni, coltivazioni, strade, fontanili, parco giochi e campo di calcetto; di conoscere quali interventi siano stati già adottati dall’amministrazione comunale e quali siano quelli programmati; di chiarire, soprattutto, quale sia l’iter amministrativo previsto e quale ufficio sia responsabile dei singoli interventi. 

I residenti chiedono inoltre che, una volta individuate le procedure da seguire, venga indicato un cronoprogramma degli interventi, così da evitare che la questione torni nuovamente nel dimenticatoio. Perché questa volta, dopo anni di esposti, segnalazioni e richieste di intervento, la domanda non è soltanto «chi deve intervenire?».

È anche: quando verrà fatto?

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Anna Ammanniti
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