Nel cruscotto del veicolo era stato ricavato un vano nascosto, accessibile attraverso un congegno meccanico. I Carabinieri hanno sequestrato oltre 35 grammi di cocaina e 10 di hashish.
Un doppiofondo artigianale nascosto nel cruscotto dell’auto, invisibile a un controllo superficiale e accessibile soltanto attraverso un pulsante segreto. È quanto hanno scoperto i Carabinieri a Campagnano di Roma, dove un 21enne di origini albanesi è stato arrestato con l’accusa di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti.
L’operazione è stata condotta dai militari della Sezione Operativa della Compagnia di Bracciano nell’ambito di un servizio mirato al contrasto dello spaccio di droga sul territorio.

Il giovane viaggiava a bordo di un’automobile quando è stato fermato per un controllo. Durante l’ispezione, alcune anomalie nelle rifiniture interne del veicolo e il particolare nervosismo del conducente hanno insospettito i Carabinieri, che hanno deciso di approfondire gli accertamenti.
La perquisizione ha portato alla scoperta di un sistema di occultamento realizzato artigianalmente all’interno della plancia, sul lato passeggero. Dietro le plastiche del cruscotto era stato ricavato un vano nascosto, ermetico e difficilmente individuabile dall’esterno.
Per accedervi era necessario azionare uno specifico congegno meccanico occultato a bordo. Una volta attivato il meccanismo, il cruscotto si è aperto rivelando lo stupefacente.
All’interno del doppiofondo i militari hanno trovato oltre 35 grammi di cocaina, già suddivisa e confezionata in 43 dosi termosaldate, oltre a 10 grammi di hashish.
Il 21enne è stato arrestato in flagranza e accompagnato nelle camere di sicurezza della Compagnia di Bracciano, a disposizione dell’Autorità giudiziaria, in attesa del giudizio con rito direttissimo. La droga è stata sequestrata.
Il giovane è gravemente indiziato del reato contestato. La sua responsabilità dovrà essere accertata nel corso del procedimento, nel rispetto della presunzione di innocenza fino a eventuale condanna definitiva.











