I Carabinieri e la Polizia Locale di Roma Capitale hanno sequestrato una minicar ritenuta compatibile con quella utilizzata nei sei episodi. I due indagati, sentiti dal pubblico ministero, avrebbero ammesso i fatti.
Svolta nelle indagini sulle aggressioni con la minicar avvenute a Roma il 4 e 5 ottobre. Nel corso della notte, i Carabinieri della Compagnia di Roma San Pietro e gli agenti della Polizia Locale di Roma Capitale hanno sequestrato un mezzo ritenuto compatibile, per caratteristiche e fattezze, con quello utilizzato negli episodi. Due persone sono state denunciate perché gravemente indiziate di essere state a bordo della minicar durante le aggressioni, rispettivamente come conducente e passeggero.
L’attività è stata coordinata dalla Procura della Repubblica di Roma. Secondo quanto riferito dagli investigatori, i due indagati, ascoltati nella notte in caserma dal pubblico ministero, avrebbero ammesso i fatti.
Tra gli episodi al centro dell’inchiesta c’è anche quello che avrebbe provocato il grave ferimento dell’attore Davide Iacopini, ancora ricoverato in prognosi riservata. Le indagini puntano a ricostruire la dinamica degli attacchi e ad accertare il coinvolgimento delle persone individuate.
Gli accertamenti sono stati condotti con il supporto delle sezioni Cyber Investigation e Rilievi Tecnico Scientifici del Nucleo Investigativo dei Carabinieri e del Ris di Roma. L’attività investigativa avrebbe permesso di raccogliere gravi elementi indiziari a sostegno dell’ipotesi che il mezzo sequestrato sia quello utilizzato per commettere le sei aggressioni.
Il sequestro della minicar rappresenta un passaggio importante nell’inchiesta, che prosegue sotto il coordinamento della Procura capitolina per fare piena luce sui singoli episodi e sulle eventuali responsabilità.
I due denunciati sono da considerarsi innocenti fino a un eventuale accertamento definitivo della loro colpevolezza con sentenza irrevocabile.










