«Utilizzare il termine “ciociara” come un insulto non soltanto rivela una sconcertante povertà culturale, ma tradisce soprattutto un atteggiamento di superiorità e disprezzo verso un territorio e la sua gente».
È quanto dichiara l’assessore al Bilancio, all’Agricoltura e alla Sovranità Alimentare della Regione Lazio, Giancarlo Righini, intervenendo sulla vicenda che ha coinvolto il termine “ciociara” utilizzato in riferimento alla presidente del Consiglio Giorgia Meloni.
Righini sottolinea il valore identitario e culturale della Ciociaria, evidenziando come il territorio rappresenti una realtà caratterizzata da tradizioni, cultura, imprese ed eccellenze.
«La Ciociaria è una terra di eccellenze, di tradizioni, di cultura, di imprese e di donne e uomini che ogni giorno contribuiscono alla crescita economica e sociale della nostra Nazione – afferma Righini –. Una comunità laboriosa e orgogliosa delle proprie radici, che non merita di essere trascinata nella polemica politica da chi evidentemente ne ignora il valore».
Nel suo intervento, l’assessore pone inoltre l’accento sul tema della provenienza geografica e sul rispetto delle identità territoriali.
«È inaccettabile discriminare una persona per il luogo in cui è nata, indipendentemente dalle sue idee, dal ruolo che ricopre o dall’appartenenza politica. La provenienza geografica non può mai diventare motivo di disprezzo, perché significa offendere non soltanto il singolo, ma la dignità di un’intera comunità».
Righini critica quindi quello che considera un atteggiamento contraddittorio rispetto ai principi di inclusione e rispetto.
«È paradossale che certe lezioni di inclusione e rispetto arrivino proprio da chi, alla prima occasione, dimostra di nutrire pregiudizi verso le identità popolari e territoriali».
In conclusione, l’assessore regionale esprime solidarietà alla presidente del Consiglio e rivendica il valore dell’identità ciociara.
«A Giorgia Meloni – conclude Righini – va la mia totale vicinanza e solidarietà, con la certezza che nessuna offesa potrà mai scalfire il suo orgoglio e la dignità di una terra straordinaria come la Ciociaria».










