Sora, sul Consorzio di bonifica la Regione alza il muro. Righini: “delibera surreale” (video)

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A Sora la battaglia sul Consorzio di bonifica cambia livello. Non è più soltanto una questione cittadina, né soltanto una discussione sui contributi. Dopo il voto del Consiglio comunale che ha chiesto di modificare il perimetro di contribuenza, è arrivata la risposta della Regione Lazio. Ed è una risposta che lascia poco spazio alle interpretazioni.

A metterla nero su bianco è l’assessore regionale all’Agricoltura e al Bilancio Giancarlo Righini, che ha contestato duramente la delibera approvata dal Comune di Sora, invitando l’amministrazione a ritirarla. Il punto, secondo la Regione, è soprattutto giuridico: un Comune non avrebbe il potere di modificare autonomamente il perimetro dei Consorzi regionali né di intervenire sui relativi piani di classifica. Una posizione sostenuta anche dai pareri legali richiamati dal Consorzio e da una recente pronuncia relativa al caso di Atina.

Ma c’è un altro elemento che rende lo scontro tutt’altro che formale. Righini ha messo in discussione la stessa impostazione politica della delibera, parlando di un’amministrazione che da una parte chiede di uscire dal Consorzio e dall’altra continua a usufruire delle attività e degli interventi dell’ente. Una contraddizione che l’assessore regionale ha scelto di mettere al centro della sua replica.

Il Consorzio, intanto, ha ricordato le risorse regionali destinate alla manutenzione del territorio: dai 395.850 euro annui del periodo 2021-2024 si è passati agli 800.850 euro del 2025, fino ai 954 mila euro previsti per il 2026. Risorse destinate, secondo quanto illustrato dall’ente, agli interventi di manutenzione, alla sicurezza idraulica e alla gestione del reticolo idrico.

È qui che la vicenda smette di essere una semplice disputa sulle cartelle. Perché dietro il perimetro di contribuenza c’è il rapporto tra un Comune, un ente regionale e un territorio. C’è la domanda su chi abbia competenza per decidere, ma anche quella, molto più concreta, su come debbano essere garantiti manutenzione e sicurezza.

Il voto di Sora ha aperto la porta alla contestazione. La Regione, almeno per ora, sembra intenzionata a tenerla chiusa.

Adesso la partita è nelle mani della Regione Lazio. Ma una cosa è già chiara: a Sora non si discute più soltanto di un contributo. Si discute di chi decide, di quali regole valgono e di quale futuro debba avere il rapporto tra la città e il sistema dei Consorzi di bonifica.

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