Nel procedimento sono coinvolti un progettista, il direttore dei lavori e l’amministratore unico di una società del Cassinate. Al centro dell’inchiesta la presunta creazione e cessione di crediti d’imposta per 206.780 euro
La Procura della Repubblica presso il Tribunale di Cassino ha chiesto il rinvio a giudizio di tre persone nell’ambito di un’inchiesta relativa alla presunta creazione e successiva cessione di crediti d’imposta per complessivi 206.780 euro.
Si tratta, secondo quanto contestato dalla Procura, di un progettista, del direttore dei lavori e dell’amministratore unico di una società del Cassinate. Il sostituto procuratore Maria Beatrice Siravo contesta agli indagati, a vario titolo e in concorso tra loro, l’ipotesi di truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche.
Al centro della vicenda ci sarebbero crediti d’imposta collegati a presunti interventi di ristrutturazione edilizia, con particolare riferimento alla progettazione e al primo stato di avanzamento dei lavori, contabilizzato il 2 dicembre 2023.
Uno degli aspetti principali dell’inchiesta riguarda la presunta trasformazione di un’unica unità immobiliare in cinque unità. Sarà ora il procedimento giudiziario a dover stabilire, sulla base della documentazione tecnica e amministrativa, quali opere fossero effettivamente autorizzate e in quale momento le singole unità immobiliari potessero essere considerate regolarmente costituite.
Secondo la ricostruzione accusatoria, attraverso la documentazione inserita nella piattaforma dell’Agenzia delle Entrate sarebbero stati rappresentati crediti d’imposta ritenuti non spettanti per un valore complessivo di 206.780 euro.
L’ipotesi della Procura è che la rappresentazione degli interventi edilizi e delle relative unità immobiliari abbia consentito la generazione di crediti d’imposta successivamente trasferiti a soggetti terzi.
La vicenda riguarda anche le attestazioni tecniche e i visti di conformità. Nell’imputazione vengono infatti richiamati i diversi ruoli ricoperti dagli indagati, compresi quelli legati all’amministrazione della società e alle attività professionali connesse ai visti e alle asseverazioni.
Ora la ricostruzione della Procura dovrà essere sottoposta al vaglio dell’autorità giudiziaria. Tra gli elementi che potrebbero assumere rilievo nel procedimento figurano la documentazione urbanistica, la successione dei titoli edilizi, la concreta esecuzione delle opere, le asseverazioni tecniche e la documentazione relativa al SAL, lo stato di avanzamento dei lavori.
Nel procedimento si registra inoltre la costituzione di parte civile della proprietaria dell’immobile interessato dai lavori, assistita dall’avvocato Enrico Pavia.
La richiesta di rinvio a giudizio rappresenta una fase del procedimento: le contestazioni formulate dalla Procura dovranno essere valutate dall’autorità giudiziaria e la responsabilità degli indagati dovrà essere accertata nelle sedi competenti.











