Tre giorni in bicicletta da Paliano a San Vittore del Lazio per raccontare un territorio lontano dal turismo di massa. Il viaggio realizzato insieme a Come in Ciociaria tra natura, storia, cultura, tradizioni e mobilità lenta
La Ciociaria si racconta attraverso la bicicletta. Tre giorni di viaggio, decine di chilometri e un itinerario che ha attraversato borghi, aree naturali, siti storici e luoghi simbolo del territorio, da Paliano a San Vittore del Lazio.
Protagonista dell’esperienza è stato Pietro Franzese, creator e riferimento nel mondo del cicloturismo e del bikepacking, accompagnato dai ragazzi di Come in Ciociaria, impegnati nella costruzione di itinerari dedicati ai viaggiatori che scelgono di scoprire il territorio attraverso la mobilità lenta.
Un viaggio lontano dai percorsi del turismo di massa, costruito per incontrare comunità, paesaggi, tradizioni e realtà dell’accoglienza locale.
PRIMA TAPPA: DA FERENTINO A VEROLI
Il viaggio è partito da Ferentino, città dalle antiche origini e dalle imponenti mura ciclopiche, per poi proseguire verso il Lago di Canterno, immerso in un paesaggio rurale caratterizzato anche dalla presenza di cavalli allo stato brado.
Da qui il percorso ha raggiunto Fiuggi, con la sua rete di strutture dedicate all’accoglienza dei cicloturisti, prima di arrivare a Collepardo e alla Certosa di Trisulti.
La prima giornata si è conclusa a Veroli, tra i vicoli del centro storico e le testimonianze di una città profondamente legata alla storia della Ciociaria.

TRA SAPORI, MEMORIA E CULTURA
Il secondo giorno è iniziato proprio da Veroli, con la visita alla Scala Santa, per poi attraversare Pofi e Ripi e raggiungere la Valle di Amaseno.
Qui il viaggio ha incontrato anche la tradizione gastronomica locale, con una sosta dedicata ai prodotti del territorio e alla bresaola di bufala.
Il percorso è quindi salito verso Castro dei Volsci, il cosiddetto “Balcone della Ciociaria”, dove il gruppo ha fatto tappa davanti alla Mamma Ciociara, monumento simbolo della memoria delle violenze subite dalle popolazioni durante la Seconda guerra mondiale.
Da Castro dei Volsci il viaggio è proseguito verso Ceprano e quindi Arpino, città legata alla figura di Cicerone, prima dell’arrivo a Isola del Liri.
Qui la giornata si è conclusa davanti alla celebre cascata del Liri, nel cuore del centro storico, e alle architetture della Cartiera Lefebvre.
DA POSTA FIBRENO A MONTECASSINO
La terza giornata è partita da Sora, con una pedalata nella Riserva Naturale del Lago di Posta Fibreno.
Il percorso ha quindi raggiunto Picinisco, dove il gruppo è stato accolto a Casa Lawrence, dimora legata alla permanenza dello scrittore D.H. Lawrence e alla sua esperienza nella Valle di Comino.
Dopo la sosta il viaggio è proseguito verso Montecassino, con l’Abbazia a dominare il paesaggio dall’alto del Monte Cairo.
L’ultima parte dell’itinerario ha portato il gruppo nella Valle del Liri, fino all’area archeologica di Aquinum, ad Aquino, lungo l’antico tracciato della Via Latina.
Un percorso che ha unito quindi natura, archeologia, storia, memoria, enogastronomia e accoglienza, mostrando la varietà di un territorio che può essere esplorato anche attraverso ritmi più lenti.
«LA CIOCIARIA È SINCERA, TRANQUILLA E SILENZIOSA»
Al termine del viaggio, Pietro Franzese ha restituito la propria esperienza attraverso parole che sottolineano proprio il potenziale del territorio per il cicloturismo.
«Ho trovato un territorio da scoprire ed esplorare, poco conosciuto e lontano dal turismo di massa. Per chi viaggia in bicicletta ha davvero tanto da offrire: strade secondarie, silenziose e immerse nel verde».
E ancora: «Se dovessi definire la Ciociaria con tre aggettivi direi che è sincera, tranquilla e silenziosa. L’invito è di venire a visitarla: i percorsi ci sono, bisogna solo mettersi in sella».
Franzese ha inoltre evidenziato un aspetto concreto sul quale lavorare: la necessità di aumentare i parcheggi e gli spazi sicuri per le biciclette all’esterno di locali e strutture, così da rendere più semplice e sicura l’esperienza dei cicloturisti.
UN TERRITORIO DA SCOPRIRE IN BICICLETTA
Tre giorni non sono bastati per attraversare tutte le possibilità offerte dalla Ciociaria. Ma il viaggio ha lasciato una promessa: Pietro Franzese tornerà per continuare a esplorare il territorio.
L’esperienza realizzata con Come in Ciociaria si inserisce così in un progetto più ampio di valorizzazione della mobilità lenta e di costruzione di itinerari capaci di mettere in rete borghi, natura, cultura, gastronomia e strutture ricettive.
Da Paliano a San Vittore del Lazio, passando per alcuni dei luoghi più rappresentativi della provincia di Frosinone, la bicicletta diventa quindi uno strumento per guardare la Ciociaria da una prospettiva diversa: più lenta, più autentica e più vicina alle comunità.
Perché, come suggerisce il viaggio di Franzese, per scoprire davvero la Ciociaria forse basta una bicicletta, una strada secondaria e la voglia di mettersi in sella.










