Più tutele per i lavoratori esposti alle aggressioni, maggiore prevenzione e un Osservatorio regionale permanente per monitorare il fenomeno. Sono queste le principali richieste avanzate da UGL Lazio nel corso dell’audizione di oggi davanti alla I Commissione del Consiglio regionale del Lazio, dedicata alla proposta di legge regionale n. 281.
La proposta, presentata dalla consigliera regionale Emanuela Mari, prima firmataria, prevede la costituzione della Regione Lazio come parte civile nei procedimenti penali relativi alle aggressioni subite, nell’esercizio delle proprie funzioni, dai lavoratori del Servizio sanitario nazionale, del trasporto pubblico locale e dai volontari della Protezione Civile.
All’audizione è stato invitato il segretario regionale UGL Lazio Armando Valiani, che ha espresso una valutazione positiva sull’iniziativa, sottolineando però la necessità di ampliare il perimetro delle tutele.
«Ringraziamo l’on. Emanuela Mari, prima firmataria della proposta, per aver posto al centro dell’attenzione regionale un fenomeno che interessa sempre più lavoratori – ha dichiarato Valiani – e l’on. Eleonora Berni, vicepresidente della I Commissione, per l’attenzione riservata al confronto con le parti sociali. Riteniamo che questa proposta rappresenti un punto di partenza importante, che può essere ulteriormente rafforzato».
LE CATEGORIE DA TUTELARE
Tra le richieste avanzate dal sindacato c’è l’estensione delle categorie interessate dalla normativa. UGL Lazio propone di includere espressamente anche Guardie Particolari Giurate, operatori volontari del Servizio Civile Universale e personale scolastico, docente e ATA.
Secondo il sindacato, si tratta di lavoratori che, seppur in contesti differenti, possono essere esposti a minacce, aggressioni e situazioni conflittuali durante lo svolgimento delle proprie attività.
UN OSSERVATORIO REGIONALE PER MONITORARE IL FENOMENO
Uno dei punti centrali delle proposte riguarda l’istituzione di un Osservatorio regionale permanente sulle aggressioni e sulla violenza nei luoghi di lavoro e nei servizi di interesse pubblico.
L’organismo, secondo UGL Lazio, dovrebbe coinvolgere organizzazioni sindacali e associazioni datoriali comparativamente più rappresentative, insieme ai soggetti istituzionali e tecnici competenti.
L’obiettivo non sarebbe soltanto quello di registrare il numero degli episodi, ma anche di analizzarne caratteristiche e ricorrenze.
«Non vogliamo un organismo che si limiti a contare le aggressioni – ha spiegato Valiani – ma uno strumento capace di raccogliere e analizzare dati, eventi sentinella e near miss, individuando fattori di rischio e situazioni ricorrenti che possano consentire di intervenire preventivamente».
Per UGL, il passaggio fondamentale è quindi quello dalla semplice registrazione degli episodi alla costruzione di una vera cultura della prevenzione.
FORMAZIONE E DE-ESCALATION
Il sindacato chiede inoltre di rafforzare la formazione degli operatori attraverso percorsi differenziati in base ai diversi settori professionali.
Tra gli argomenti indicati figurano il riconoscimento precoce delle situazioni di rischio, la gestione dei conflitti, le tecniche di de-escalation, le procedure di emergenza e le modalità di segnalazione degli episodi.
UGL Lazio propone inoltre di favorire protocolli territoriali e strumenti organizzativi e tecnologici calibrati sui diversi livelli di rischio, nel rispetto delle competenze istituzionali e della normativa vigente.
«LA TUTELA NON PUÒ INIZIARE DOPO L’AGGRESSIONE»
Il sindacato considera la possibilità per la Regione di costituirsi parte civile un segnale di vicinanza nei confronti dei lavoratori vittime di aggressioni, ma ritiene che la tutela debba partire prima che l’episodio si verifichi.
«La costituzione della Regione come parte civile rappresenta un segnale forte di vicinanza al lavoratore aggredito. Ma la tutela non può iniziare soltanto quando l’aggressione è già avvenuta. Il nostro obiettivo deve essere evitare che quella vittima ci sia», sottolineano Armando Valiani, segretario regionale UGL Lazio, Gianluca Gaeta, segretario regionale UGL Salute, e Fabio Pochesi, segretario Roma e Lazio UGL Autoferrotranvieri.
La proposta avanzata da UGL Lazio mette quindi al centro prevenzione, formazione, raccolta dei dati e collaborazione tra istituzioni e parti sociali, con l’obiettivo dichiarato dal sindacato di intervenire sui fattori di rischio prima che possano trasformarsi in episodi di violenza.










