23 settembre, è arrivato l’equinozio d’autunno: il Sole saluta l’estate

4 MIn Lettura

L’autunno astronomico è arrivato. Alle 02:05 di oggi, 23 settembre, il Sole ha attraversato l’equatore celeste passando da nord verso sud, segnando ufficialmente l’ingresso della nuova stagione nell’emisfero boreale. Contemporaneamente, nell’emisfero australe è iniziata la primavera.

L’equinozio rappresenta uno dei quattro principali appuntamenti dell’anno astronomico e indica il momento nel quale il centro del disco solare attraversa l’equatore celeste. Il termine deriva dal latino aequinoctium, legato all’espressione aequa nox, cioè “notte uguale”: un riferimento alla tradizionale idea di una sostanziale equivalenza tra la durata del giorno e quella della notte.

In realtà, spiega l’astronomo Gianluca Masi del Virtual Telescope Project, l’equilibrio non è perfettamente di dodici ore per ciascuna parte se si considerano fenomeni come la rifrazione atmosferica, i crepuscoli e il fatto che il Sole non è un punto luminoso ma presenta un disco.

Da oggi, nell’emisfero nord, la durata della luce diurna comincerà progressivamente a diminuire a vantaggio delle ore di buio, fino al solstizio d’inverno di dicembre. Nell’emisfero australe avverrà esattamente il contrario.

L’equinozio porta con sé anche alcune particolarità osservabili nel cielo. In questo periodo il Sole sorge sostanzialmente a est e tramonta a ovest. Inoltre, proprio agli equinozi, alba e tramonto risultano particolarmente rapidi se si considera il tempo necessario affinché l’intero disco solare attraversi l’orizzonte, al netto degli effetti dell’atmosfera.

La data dell’equinozio non è fissa. La tradizione lo colloca spesso al 23 settembre, ma il fenomeno astronomico non segue rigidamente il calendario civile. A determinarne la data e l’orario intervengono infatti i complessi rapporti tra il moto della Terra, la durata dell’anno e il sistema di calendario adottato.

Anche il fuso orario può modificare la data indicata sul calendario: lo stesso evento astronomico può infatti verificarsi il 22 settembre in alcune zone del mondo e il 23 in altre.

La questione richiama anche la riforma del calendario gregoriano, introdotta da papa Gregorio XIII nel 1582 proprio per riallineare il calendario civile con il ciclo astronomico e, in particolare, con le esigenze legate alla determinazione della Pasqua.

C’è poi una curiosità astronomica legata alla posizione del Sole. All’equinozio di settembre si parla tradizionalmente di “Primo Punto della Bilancia”, contrapposto al “Primo Punto d’Ariete” dell’equinozio di primavera.

Ma oggi il Sole non si trova realmente nella costellazione della Bilancia. A causa della precessione degli equinozi, il lento mutamento dell’orientamento dell’asse terrestre, la posizione corrispondente al Primo Punto della Bilancia si trova attualmente nella costellazione della Vergine. Il fenomeno era già stato individuato nell’antichità da Ipparco di Nicea.

L’orbita terrestre, inoltre, non è perfettamente circolare ma leggermente ellittica. Per questo motivo le quattro stagioni astronomiche non hanno tutte la stessa durata. Secondo i dati riportati da Gianluca Masi, nell’emisfero boreale l’estate è la stagione più lunga, con circa 93,65 giorni, mentre l’inverno è la più breve, con circa 88,99 giorni.

Con l’arrivo dell’equinozio di settembre, dunque, il cielo segna un nuovo passaggio del ciclo annuale: l’estate astronomica è ormai alle spalle e comincia il progressivo avvicinamento al solstizio d’inverno.

Per gli appassionati di astronomia, invece, si apre una stagione particolarmente interessante: con il diminuire delle ore di luce, aumentano progressivamente quelle disponibili per osservare il cielo notturno.

author avatar
Anna Ammanniti
Nessun commento