Coreno Ausonio, scoperta discarica abusiva: sequestrata un’area di 60 metri quadrati

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Denunciate tre persone. I Carabinieri hanno scoperto anche un’attività clandestina di smontaggio di “Ape Car” e rifiuti speciali accumulati a cielo aperto

Una discarica abusiva e un’attività non autorizzata di smontaggio e lavorazione di ciclomotori tipo “Ape Car” sono state scoperte dai Carabinieri a Coreno Ausonio. Al termine degli accertamenti, tre persone appartenenti allo stesso nucleo familiare sono state denunciate alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Cassino.

L’attività è stata condotta dai militari della Stazione Carabinieri di Ausonia, nell’ambito dei controlli finalizzati alla tutela ambientale e al contrasto della gestione illecita dei rifiuti.

Secondo quanto accertato dai Carabinieri, all’interno di un manufatto utilizzato come deposito e nell’area esterna circostante sarebbe stata svolta un’attività di smontaggio di ciclomotori in assenza delle autorizzazioni previste. Nel corso dell’ispezione, i militari hanno trovato diverse parti di Ape Car cannibalizzate, insieme a componenti meccanici fuori uso, tra cui frizioni, pistoni, marmitte, cavi e pneumatici.

Nell’area sarebbero stati inoltre accumulati altri rifiuti, tra cui un televisore a tubo catodico, un congelatore, materiale di risulta e rifiuti solidi urbani, depositati anche a cielo aperto.

Complessivamente, l’area interessata dagli accertamenti è di circa 60 metri quadrati, mentre il manufatto utilizzato come deposito misura circa 10 metri quadrati.

Al termine delle operazioni, i Carabinieri hanno proceduto al sequestro preventivo dell’area e del manufatto, su disposizione dell’Autorità giudiziaria, con l’obiettivo di interrompere l’attività contestata ed evitare ulteriori conseguenze sotto il profilo ambientale.

Le tre persone, un pensionato di 75 anni e i suoi due figli di 49 e 46 anni, tutti residenti a Coreno Ausonio, sono state deferite in stato di libertà per le ipotesi di reato relative alla gestione non autorizzata e al deposito incontrollato di rifiuti speciali, pericolosi e non.

Come previsto dalla legge, gli indagati devono considerarsi innocenti fino a eventuale sentenza definitiva di condanna.

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Redazione
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