Olimpiadi Victoria, Frosinone celebra 50 anni di sport, inclusione e comunità

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Le Olimpiadi Victoria compiono 50 anni e tornano a coinvolgere Frosinone in una grande festa dedicata allo sport, alla socialità e all’inclusione. Una manifestazione che, nel corso dei decenni, è riuscita a diventare parte della memoria della città, mettendo insieme bambini, ragazzi, adulti e famiglie nel segno della partecipazione e dello stare insieme.

Il cinquantesimo anniversario è stato al centro della conferenza stampa di presentazione dell’edizione di quest’anno, ospitata a Palazzo Munari, alla presenza del sindaco di Frosinone Riccardo Mastrangeli e del consigliere comunale delegato allo Sport Franco Carfagna.

Per il sindaco, le Olimpiadi Victoria rappresentano un appuntamento di grande valore per Madonna della Neve e per l’intera città. Mastrangeli ha sottolineato il lavoro organizzativo che precede la manifestazione, una macchina che coinvolge da mesi uno staff, sponsor e volontari.

«Dietro questo appuntamento c’è un lavoro importante che dura da mesi e che coinvolge uno staff animato da passione, entusiasmo e spirito di collaborazione», ha dichiarato il primo cittadino, evidenziando anche il ruolo delle famiglie e degli atleti, protagonisti della manifestazione.

Il valore delle Olimpiadi Victoria, secondo Mastrangeli, va però oltre il risultato sportivo. Che si indossi la maglia delle Aquile, dei Condor, dei Falchi o dei Grifoni, l’obiettivo è vivere un’esperienza fondata sui valori dello sport e rafforzare il senso di appartenenza alla comunità.

Un ruolo centrale nella storia della manifestazione è quello di Padre Adelmo Scaccia, ideatore delle Olimpiadi Victoria e figura che ha contribuito alla loro crescita nel tempo. Il sindaco gli ha rivolto un ringraziamento per aver creato uno spazio capace di unire incontro, divertimento e inclusione, coinvolgendo anche giovani provenienti dai comuni vicini.

Un riconoscimento è stato rivolto anche a Padre Richie, per la presenza e il contributo all’esperienza. «La sua attenzione ai giovani e ai valori educativi dello sport rappresenta un elemento prezioso», ha sottolineato Mastrangeli, ricordando come la manifestazione insegni non soltanto a competere, ma anche a rispettare l’avversario, accettare la sconfitta e vivere la dimensione del gruppo.

Il traguardo dei 50 anni assume così un significato che va oltre la semplice ricorrenza. Le Olimpiadi Victoria hanno attraversato diverse generazioni, diventando un punto di incontro tra persone che, a distanza di anni, possono ritrovarsi nella stessa manifestazione.

«È bello pensare che molti di coloro che oggi partecipano o assistono alla manifestazione, 30 o 50 anni fa, vi prendevano parte da bambini», ha osservato Mastrangeli. Un passaggio che restituisce bene la dimensione intergenerazionale dell’evento e il patrimonio di esperienze ed emozioni accumulato nel corso di mezzo secolo.

Sulla stessa linea il consigliere comunale delegato allo Sport Franco Carfagna, che ha rivolto i propri auguri alle Olimpiadi Victoria per il cinquantesimo anniversario, sottolineando il ruolo avuto da Padre Adelmo nel trasmettere valori come solidarietà, amicizia e senso di comunità.

Per Carfagna, la manifestazione rappresenta ancora oggi un esempio di come lo sport possa diventare uno strumento di crescita, aggregazione e inclusione. Particolarmente importante è il coinvolgimento dei giovani, chiamati non soltanto a praticare attività sportive, ma anche a partecipare attraverso il volontariato e a mettersi a disposizione della comunità.

«Iniziative come le Olimpiadi Victoria hanno un valore che va ben oltre la competizione sportiva», ha dichiarato Carfagna, indicando nei giovani, nel volontariato e nello sport gli elementi sui quali continuare a investire.

Cinquant’anni dopo la sua nascita, dunque, la manifestazione si presenta ancora come un appuntamento capace di unire generazioni diverse. Una storia fatta di sport, ma anche di relazioni, partecipazione e valori condivisi.

Ed è proprio questa, secondo Mastrangeli, la forza più autentica delle Olimpiadi Victoria: non fermarsi alla competizione, ma lasciare a bambini, ragazzi e adulti un’esperienza destinata a rimanere nel tempo.

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