Il Consiglio dei ministri torna a riunirsi oggi, mercoledì 26 agosto 2026, alle ore 18 a Palazzo Chigi, con un ordine del giorno che mette al centro due dossier particolarmente delicati per l’economia italiana: il prezzo dei carburanti e la continuità operativa degli impianti di interesse strategico nazionale.
La convocazione del Consiglio dei ministri n. 186 arriva in una fase ancora caratterizzata dalle tensioni sui mercati internazionali dell’energia. Il primo punto all’ordine del giorno riguarda infatti lo schema di decreto-legge sulle disposizioni urgenti in materia di prezzi petroliferi, legate al protrarsi della nuova crisi dei mercati internazionali.
Carburanti, il Governo interviene ancora sui prezzi petroliferi
Il tema dei prezzi dei carburanti continua dunque a essere al centro dell’azione dell’esecutivo. Il nuovo provvedimento punta ad affrontare gli effetti prodotti dalla situazione internazionale sul mercato petrolifero e, di conseguenza, sui costi sostenuti da famiglie e imprese.
La questione del caro carburanti è ormai da mesi strettamente collegata all’andamento dei mercati energetici internazionali. Il Governo ha già adottato diversi provvedimenti nel corso del 2026 per contenere l’impatto degli aumenti. Il più recente è il decreto-legge 5 agosto 2026, n. 139, dedicato proprio alle disposizioni urgenti in materia di prezzi petroliferi connessi al protrarsi della nuova crisi dei mercati internazionali.
La riunione di oggi potrebbe quindi rappresentare un ulteriore passaggio nella strategia dell’esecutivo per fronteggiare una situazione che continua a incidere sui prezzi alla pompa e, più in generale, sui costi della mobilità e della logistica.
Impianti strategici, garantire la continuità operativa
Il secondo punto all’ordine del giorno riguarda invece lo schema di decreto-legge con misure urgenti per assicurare la continuità operativa di impianti di interesse strategico nazionale.
Si tratta di un intervento che coinvolge direttamente la capacità produttiva e la sicurezza energetica del Paese. L’obiettivo indicato nella convocazione è garantire che impianti considerati strategici possano continuare a operare, evitando interruzioni che potrebbero avere conseguenze sull’economia nazionale e sulle filiere produttive.
Il provvedimento è attribuito alla Presidenza del Consiglio dei ministri, al Ministero delle Imprese e del Made in Italy e al Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza energetica, a conferma della rilevanza industriale ed energetica del dossier.
Energia e industria al centro dell’agenda del Governo
I due provvedimenti inseriti nell’ordine del giorno presentano un elemento comune: la gestione delle conseguenze della crisi energetica e delle tensioni sui mercati internazionali.
Da una parte il Governo è chiamato ad affrontare l’impatto del costo del petrolio e dei carburanti; dall’altra deve intervenire per assicurare la continuità di impianti ritenuti strategici per il sistema produttivo nazionale.
Non si tratta, dunque, di due dossier separati. Prezzi dell’energia, competitività delle imprese, trasporti e sicurezza delle forniture sono questioni strettamente collegate e destinate a incidere sulle prospettive economiche dei prossimi mesi.
La riunione del Consiglio dei ministri è fissata per le 18 di oggi a Palazzo Chigi. Al momento, i testi indicati nella convocazione sono schemi di decreto-legge: saranno quindi le decisioni assunte durante il Consiglio dei ministri e i successivi provvedimenti a definire nel dettaglio le misure che entreranno in vigore.
Il nuovo appuntamento conferma così quanto caro carburanti, crisi petrolifera, sicurezza energetica e continuità degli impianti strategici siano tornati a occupare una posizione centrale nell’agenda economica del Governo.











