Focus – La salute della donna ai tempi del Coronavirus: depressione, assistenza percorso nascita, contagio e mortalità

Anna Ammanniti
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Ieri, mercoledì 22 aprile, è stata la Giornata nazionale della salute della donna. Giunta alla quinta edizione questa giornata ha lo scopo di attirare l’attenzione sui temi della salute al femminile.

Il Ministero della Salute in occasione della Giornata della salute della donna di quest’anno, che ha preso in pieno l’emergenza sanitaria Coronavirus, ha offerto una sintesi dei dati relativi alle differenze di contagio e mortalità in uomini e donne e sulle ripercussioni di Covid-19 su depressione, allattamento, assistenza nel percorso nascita. L’Istituto superiore di sanità ha sottolineato che l’infezione da SARS-CoV-2 produce effetti diversi negli uomini e nelle donne. Questo è quanto emerge sia dalla percentuale dei contagi, sia dal tasso di letalità. Nelle donne in età fertile gli estrogeni sono in grado di aumentare la presenza del recettore ACE2 (Enzima di Conversione dell’Angiotensina: regola la vasocostrizione delle arterie e si trova sulle cellule dell’epitelio polmonare dove protegge il polmone dai danni causati dalle infezioni, infiammazioni e stress) facendo sì che questo enzima, anche dopo l’infezione, riesca a svolgere la sua funzione di protezione, in particolare nei confronti dei polmoni. Viceversa gli ormoni androgeni sembra che svolgano un ruolo opposto nell’influenzare l’espressione di enzimi cellulari coinvolti nelle fasi che seguono l’attacco del virus al recettore, favorendo le fasi successive dell’infezione delle cellule polmonari. Il Rapporto ISS Covid-19 al 16 aprile evidenzia che nelle fasce di età 0-9, 10-19, 60-69 e 70-79 anni si osserva un numero maggiore di casi di sesso maschile rispetto al numero di casi di sesso femminile. Nella fascia di età >90 anni, il numero di soggetti di sesso femminile è quasi il triplo di quello di soggetti di sesso maschile probabilmente per la struttura demografica della popolazione. Sul totale delle vittime di Coronavirus le donne sono il 35%, con una percentuale di 2:1 a vantaggio delle donne. Il dato è costante pressoché in tutte le fasce di età. Le donne decedute dopo aver contratto infezione da Coronavirus hanno un’età più alta rispetto agli uomini (donne 83 – uomini 79). Sono stati diagnosticati 16.991 casi di infezioni da nuovo coronavirus tra gli operatori sanitari (età mediana 48 anni, 32% di sesso maschile), il 10,7% dei casi totali segnalati. Il 32% degli operatori sanitari colpiti è di sesso maschile. Le categorie più colpite sono gli ostetrici e gli infermieri (43,2 %) seguiti dai medici ospedalieri (19%) e dagli operatori socio sanitari (9.9%). La letalità tra gli operatori sanitari è inferiore rispetto alla letalità totale, verosimilmente dovuto al fatto che gli operatori sanitari asintomatici e pauci-sintomatici, sono stati maggiormente testati rispetto alla popolazione generale. L’emergenza sanitaria con tutto ciò che comporta l’isolamento sociale e la paura di una situazione nuova e pericolosa per la salute incrementa il malessere psicologico con rischio di cadute depressive. La difficoltà di adattamento alla situazione di incertezza prolungata nel tempo, si ripercuote sul comportamento, sull’emotività, sull’umore generando ansia, insonnia, panico e depressione. L’emergenza sanitaria fra le altre problematiche ha sollevato anche quelle relative all’infezione in gravidanza, alla possibile trasmissione materno-fetale dell’infezione prima, durante e dopo il parto, alla sicurezza della gestione congiunta puerpera-neonato e all’allattamento materno. Sono state quindi emanate disposizioni per tutelare la salute e la sicurezza della puerpera e del neonato. Finora il Coronavirus non è stato rilevato nel latte materno quindi non c’è nessun motivo per non allattare. Ovviamente prima di allattare bisogna lavarsi le mani e usare la mascherina. In Italia sono tra i 20 e i 25 i neonati in Italia positivi al virus, ma nessuno è grave. Ancora non chiara la modalità del contagio nei neonati, ad oggi non è stata dimostrata la trasmissione verticale da madre a feto durante la gravidanza. Presumibilmente questi bambini si sono infettati a seguito del contatto con la madre, positiva, durante o dopo il parto. Anna Ammanniti    
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Anna Ammanniti
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