«Mi sono ritrovato questo coltello tra le mani, forse avrò accoltellato qualcuno». Sarebbero state queste le parole pronunciate dal 38enne all’interno del bar di Madonna del Piano, a Castro, dove si sarebbe recato subito dopo l’omicidio di Claudio Mantua.
Secondo alcune testimonianze raccolte, il gommista non avrebbe fatto il nome della vittima, come se non sapesse nulla di quanto accaduto. I carabinieri, intervenuti nel locale, lo avrebbero trovato ancora in possesso dell’arma da taglio.
All’origine dell’omicidio ci sarebbe una mancata consegna, nei tempi stabiliti, di due pneumatici. Le telecamere del sistema di videosorveglianza, visionate dagli inquirenti, avrebbero consentito di ricostruire i momenti precedenti e successivi all’aggressione.
I due uomini si trovavano davanti al bar quando avevano iniziato a discutere. I toni si erano rapidamente accesi, fino a quando Mantua avrebbe sferrato un primo pugno al gommista. Ne era nata una colluttazione, durante la quale alcuni avventori avevano tentato di riportare la calma e separare i due. In un primo momento, sembrava che la discussione fosse finita.
Poco dopo, però, il 38enne si era allontanato. Le telecamere lo avrebbero ripreso nei pressi della sua auto. Non è dato sapere se avesse preso proprio dalla vettura il coltello utilizzato nell’aggressione. Sta di fatto che l’uomo sarebbe tornato davanti al bar, riprendendo la discussione con l’operaio di 48 anni.
È in quel momento che avrebbe sferrato una prima coltellata a Mantua, facendolo cadere a terra. Il gommista si sarebbe quindi allontanato, per poi tornare sui propri passi e avvicinarsi nuovamente al 48enne, colpendolo con altri quattro fendenti all’addome.
Subito dopo si sarebbe recato nel bar di Madonna del Piano. Ed è proprio in quel locale che, secondo le testimonianze, avrebbe pronunciato la frase sul coltello e sulla possibilità di aver accoltellato qualcuno, sostenendo di non ricordare quanto accaduto.
Intanto, nella giornata di oggi verrà conferito l’incarico al medico legale per l’esame autoptico sulla salma. I familiari della vittima, il padre, la madre e la sorella, si sono rivolti all’avvocato Giampiero Vellucci per essere rappresentati nelle opportune sedi.
Il legale ha riferito che, al momento dell’aggressione, Claudio Mantua indossava ancora la divisa da lavoro. Di lì a poco avrebbe dovuto prendere servizio nei locali adibiti alla ristorazione di Trenitalia. Quella sera si era trattenuto al bar per seguire la partita della sua squadra del cuore, la Roma, impegnata contro l’Udinese. Una sosta che, secondo quanto ricostruito, lo avrebbe portato a incontrare il 38enne.
Quest’ultimo, attualmente detenuto nel carcere di Frosinone, sarà rappresentato dall’avvocato Giuseppe Lo Vecchio.











