Eseguita dai Carabinieri una misura cautelare nei confronti di un giovane del posto. Secondo l’accusa avrebbe violato le prescrizioni imposte dopo precedenti episodi di violenza e vessazioni ai danni della madre.
Nuovo intervento dei Carabinieri sul fronte della violenza domestica nel territorio della Valle di Comino. Nella mattinata del 20 settembre, i militari della Stazione di Atina hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare agli arresti domiciliari nei confronti di un 29enne residente nel paese, ritenuto responsabile, in base alle accuse formulate nella fase delle indagini, di atti persecutori nei confronti dell’anziana madre.
Il provvedimento è stato disposto dal Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Cassino su richiesta della Procura della Repubblica, al termine degli approfondimenti investigativi avviati dai Carabinieri.
Le contestazioni
Secondo quanto emerso dalle indagini, il giovane era già sottoposto alla misura del divieto di avvicinamento alla persona offesa e monitorato tramite braccialetto elettronico, a seguito di precedenti comportamenti ritenuti violenti e vessatori nei confronti della madre.
Gli accertamenti eseguiti dai militari avrebbero però evidenziato una condotta incompatibile con le prescrizioni imposte dall’autorità giudiziaria. In particolare, l’uomo sarebbe accusato di aver tentato di manomettere il dispositivo elettronico di controllo allo scopo di sottrarsi alle verifiche delle forze dell’ordine.
Proprio queste presunte violazioni hanno portato la Procura a richiedere un aggravamento della misura cautelare, sfociato nell’applicazione degli arresti domiciliari.
L’impegno contro la violenza domestica
L’operazione conferma l’attenzione delle forze dell’ordine verso i reati che si consumano tra le mura domestiche, spesso caratterizzati da situazioni di forte fragilità delle vittime. Negli ultimi anni il fenomeno della violenza in ambito familiare ha assunto dimensioni sempre più rilevanti a livello nazionale.
Secondo gli ultimi dati diffusi dal Ministero dell’Interno, migliaia di interventi delle forze di polizia riguardano ogni anno episodi riconducibili a maltrattamenti in famiglia, stalking e violenze domestiche, con una crescita delle segnalazioni favorita anche da una maggiore propensione delle vittime a denunciare e a chiedere aiuto alle istituzioni.
In questo contesto, l’utilizzo di strumenti come il braccialetto elettronico rappresenta una delle misure introdotte per garantire una maggiore tutela delle persone offese e monitorare il rispetto delle prescrizioni imposte dagli organi giudiziari.
Indagini ancora in corso
Come previsto dalla legge, il procedimento si trova nella fase delle indagini preliminari. L’indagato potrà quindi far valere le proprie ragioni nelle sedi competenti e resta presunto innocente fino all’eventuale pronuncia definitiva di condanna.
Le attività investigative proseguono per approfondire ulteriormente il quadro accusatorio e verificare ogni elemento utile alla ricostruzione dei fatti.












