La cerimonia si terrà presso l’abbazia di Trisulti per volontà del nipote, Virgilio Pavia, sabato alle ore 15,30.
Un evento che vedrà la partecipazione di diverse personalità ecclesiali e diplomatiche di alto profilo. Oltre, infatti, a S.E. il vescovo della diocesi Anagni-Alatri, mons. Lorenzo Loppa, a don Antonio Castagnacci presidente della Aps monsignor Mario Tagliaferri, a don Alberto Coratti, Bibliotecario dell’Abbazia di Casamari e della certosa di Trisulti, saranno presenti l’ambasciatore di Cuba presso la Santa Sede, R. J. Mujica Cantelare e il suo ministro consigliere Enrique Gonzales oltre alla suora laica Maria Vittoria Hernandez Rodriguez, in rappresentanza della Spagna. Mons. Tagliaferri, infatti, fu Nunzio apostolico in diverse parti del mondo, tra cui proprio Cuba e Spagna tra gli anni Sessanta e Settanta ed ha influito molto sui rapporti tra il Vaticano e aree del mondo difficili. Sarebbe sufficiente la dichiarazione dell’arcivescovo emerito di Madrid cardinal Antonio Ruoco, nonché presidente della Conferenza Episcopale spagnola, per ricordare il lavoro del religioso alatrense: “Il suo servizio alla chiesa ha occupato una decade nella storia contemporanea della chiesa spagnola ha detto il porporato iberico, con un atteggiamento sempre di discrezione e umiltà affinché il Signore apparisse e illuminasse la mente e il cuore di tutti”. Monsignor Mario Tagliaferri fu ordinato sacerdote nel 1950 da monsignor Edoardo Facchini e vescovo 20 anni dopo dal segretario di stato Cardinal Villot. A seguire. Mons. Tagliaferri iniziò una intensa attività di distensione tra Cuba e il Vaticano. Dopo la morte di Fidel Castro il paese centroamericano aveva voltato pagina ma il suo rapporto con il Vaticano era rimasto forte e collaborativo e in continuo dialogo. Durante un incontro tra Fidel Castro e Giovanni Paolo II, quest’ultimo chiese tra l’altro la fine dell’embargo, quindi propedeutico anche per una distensione non soltanto tra Cuba e il Vaticano ma anche con gli USA e l’occidente. Ma monsignor Tagliaferri non fu solamente un fine diplomatico, fu anche un buon sacerdote e un buon vescovo come lo ricordano in moltissimi sia in Italia che nelle nazioni e nella chiesa dove ha operato, tra cui Francia, Spagna, Perù, Cuba e Centrafrica. Questa di Collepardo è l’ultima, in ordine cronologico, di diverse iniziative organizzate negli anni passati per ricordare la figura di monsignor Tagliaferri, tra queste la mostra documentale a lui dedicata e che ha visto la presenza del cardinale Roberto Sarah e degli ambasciatori di Cuba e Perù. Andrea Tagliaferri




















